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4 motivi per cui il marketing online è sopravvalutato.

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Siamo nell’era del digitale, dei social e della comunicazione attraverso nuovi media. L’era del marketing online, per molti.

Questa è l’epoca in cui Google e Facebook guadagnano letteralmente miliardi di dollari ogni anno grazie agli spazi pubblicitari offerti.

Una grandissima parte delle aziende, sia nuove sia consolidate, investe in pubblicità online, annunci sponsorizzati su Facebook, Google Adwords, Storie e Post sponsorizzati su Instagram.

E ovviamente, più aziende usano questi servizi, più i costi degli spazi pubblicitari salgono, è la legge del mercato.

Eppure, decine, se non centinaia, di “guru” del marketing digitale, della comunicazione online, della pubblicità su Facebook e Instagram, si fanno a loro volta pubblicità promettendo ai loro clienti di riuscire ad aumentare il numero di followers, visite, interazioni, like… Vendendo guide, video corsi, conferenze, una marea di fuffa attraverso promesse miracolose. E questi “guru” riescono nell’intento, effettivamente guadagnano centinaia di migliaia di euro ogni anno vendendo questi corsi “segreti”, svelando i trucchi per ottimizzare le campagne di marketing digitale.

E non c’è niente di male, il mondo è pieno di polli ed è giustissimo approfittarne.

Ma, la brutta notizia, è che il marketing online è decisamente sopravvalutato e quasi inutile.

Non fraintendete: pubblicizzare i propri prodotti e servizi online non è sbagliato a priori, e in un piano strategico è consigliabile considerare una presenza sui social network.

Ci sono tuttavia un po’ di punti da considerare.

1. Il mercato delle pubblicità online è saturo

Ci sono centinaia di migliaia di aziende che provano a farsi conoscere puntando tutto sulla presenza online, su annunci sponsorizzati, Google Adwords e similari. Il perchè è semplice da capire: costa molto meno di qualsiasi altro mezzo di comunicazione ed il potenziale teorico è alto.

2. Il costo delle inserzioni sui social è in continua crescita

A causa della domanda sempre più alta, i costi per pubblicizzare i nostri prodotti e servizi online sono in constante crescita. Inoltre, se l’unico metodo che abbiamo per vendere i nostri prodotti è tramite inserzioni sponsorizzate, dobbiamo considerare che per ogni vendita c’è un costo di acquisizione considerevole e che non è destinato a scendere. Se non si crea un gruppo di clienti organico, che ci segue e ci cerca senza dover continuare a investire in pubblicità, ci troviamo in un circolo in cui vendiamo solo se facciamo pubblicità, e se dovessimo smettere di investire terminerebbero automaticamente anche le vendite.

3. Il target è immenso e spesso dinisteressato

Una campagna che non viene targettizzata in maniera seria ed efficace rischia di bruciare tutto il budget senza ottenere nessun risultato. E l’ottimizzazione spesso avviene solo grazie a test continui, che ovviamente richiedono continui investimenti. E nonostante tutto, i fruitori dei social sono ormai sommersi dalla pubblicità e dagli annunci, e tendono di conseguenza a saltarli senza nemmeno farci caso. Quando c’è troppa pubblicità (“rumore”), il pubblico cerca di evitarla in tutti i modi. Scorre oltre, non vuole perdere tempo a guardare annunci. Pensate a YouTube, alla pubblicità sempre più presente e invadente, e a quante volte avete pensato “se avessi voluto tutta questa pubblicità avrei guardato la televisione”. Ecco. Quando state pensando di fare pubblicità sui social, ripensate a questa frase e mettetevi nei panni dei vostri potenziali clienti.

4. Con i followers e i like non si pagano le fatture

E qui il discorso è tanto semplice quando ostico. Puoi ottenere migliaia di followers con un’inserzione sponsorizzata, puoi raccogliere decine di migliaia di like attraverso il marketing online. Ma poi? Una volta ottenuto ciò? Possiamo pagare le bollette con i like? O saldare i creditori con i followers? No. E se i nostri followers ci seguono soltanto perchè ci hanno conosciuto tramite un’inserzione sponsorizzata è assai probabile che non compreranno mai da noi. Non gliene frega niente dei nostri prodotti o servizi, magari hanno solo trovato interessante un nostro post. Ma i followers generalmente NON sono clienti. E i like non sono vendite. Il marketing online se non produce vendite e genera fatturato, è inutile.

Quindi, è completamente inutile investire in pubblicità sui social e online marketing?

No, ma bisogna considerare che se non è un investimento che fa parte di un piano strategico, che se non ci sono altri canali di comunicazione utilizzati, che se si pensa di “vendere coi like, si sta sbagliando tutto e si stanno buttando soldi.

I social devono essere solo una parte del nostro piano strategico: prima di pensare ai social dobbiamo strutturare in maniera organica la nostra azienda, avere chiari i nostri obiettivi, la nostra vision e i nostri valori. E la comunicazione online deve avere questi scopi:

  • Farci conoscere a potenziali clienti che siano parte del nostro bacino target. Quando programmiamo una campagna online dobbiamo essere sicuri di targettizzare esattamente il nostro bacino di potenziali clienti, escludendo tutti quelli che non ci interessano. Farci conoscere da un pubblico che non comprerà mai da noi non ha senso.
  • Far conoscere a chi è già nostro cliente tutti i nostri servizi e prodotti, mostrare chi siamo e quali sono i nostri valori.
  • Ricevere feedback, commenti, valutazioni, per capire cosa vogliono i clienti e come assecondarli
  • Vendere. Questo è sempre lo scopo del marketing. Se non siamo in grado di convertire i click, i like e i followers in vendite e clienti, stiamo buttando soldi.

Bisogna tenere in mente alcuni concetti.

  • La pubblicità sui social, senza una presenza “offline”, è, nella maggior parte dei casi, inutile. Soldi buttati.
  • Fare pubblicità online senza avere una strategia, senza aver prima pensato a cosa si vuole comunicare e qual è il nostro target, è uno spreco di risorse.
  • Credere a chi vi vende corsi per vendere con le inserzioni sponsorizzate è da polli.

I social sono uno strumento, non la soluzione.

I social network ed il marketing online in genere sono uno strumento per aumentare le vendite, ma non sono la soluzione.

Le grandi aziende, così come tante piccole medie imprese, hanno un seguito considerevole e migliaia (o milioni) di followers. Ecco, la maggior parte di questi sono però organici: persone e clienti già interessati nel brand e nei prodotti. Tante aziende usano i social per comunicare ai propri clienti le novità, i valori aziendali, news interne. Inoltre attraverso la chat e i post è possibile rispondere alle domande e ai reclami, offrendo un metodo di comunicazione alternativo ai soliti call center e form da compilare online.

Parlerò in dettaglio di metodi per utilizzare i social network come strumento organico in una visione globale e strategica in un altro articolo.

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