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L’economia è in continua evoluzione, e se non ti adatti, ti estingui.

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Non mi stancherò mai di ripeterlo. L’economia non è qualcosa che si studia e rimane immutato per i secoli a venire. L’economia non è come la matematica, in cui le regole sono scritte nella roccia e non sono soggette a modificazioni. 2+2 farà sempre 4.

L’economia, come provo a far capire agli imprenditori ed ai professionisti con cui dialogo, è dinamica. E’, per usare un modo di dire, “figlia del suo tempo”. Studiare l’economia senza capire che è mutevole non ha alcun senso.

Pensate al mondo del mercato oggi, globale e globalizzato, allo smart working, alla comunicazione digitale e all’online marketing, all’automazione. Ora pensate a com’era tutto questo soltanto 40-50 anni fa. E ancora più indietro, ai tempi delle prime automobili, di Ford, e tornando ancora più nel passato, alla prima rivoluzione industriale.

In poco più di 200 anni il mondo economico è cambiato di continuo. E se ci si addentra nella storia, possiamo analizzare tutti i periodi precedenti, i colonialismi, gli imperialismi, il periodo di guerre per il predominio commerciale, la scoperta dell’America, e così a ritroso il medioevo, i comuni, la nascita dei contratti commerciali, l’uso della cartamoneta, dei primi contratti di pagamento, le diverse valute, la nascita delle borse valori…

E ogni periodo ha rinnovato quello precedente, cambiandone le regole. E questi cambiamenti non sono “formali”, nessuno si messo un giorno a definire le nuove leggi del mercato seduto a tavolino.

No, il mercato e l’economia cambiano perchè cambia la società. In seguito a guerre, invenzioni, scoperte, alla nascita di nuove nazioni.

Ecco, ora siamo nel pieno di un cambiamento epocale, anche se molti non se ne sono resi ancora conto.

L’arrivo di una pandemia, come quella che ci ha colpito, cambia in pochi giorni le carte in tavola. Le borse crollano, si riprendono, alcuni imprenditori si trovano a triplicare il loro lavoro ed altri ad avere enormi problemi e crisi. E come in seguito ad una guerra o ad una rivoluzione, è impensabile tornare ad agire come prima. L’economia, appunto, cambia e si adatta alle nuove condizioni sociali.

Cosa fare a questo punto?

E’ vero che l’economia ed il marketing cambiano con i tempi, ma è vero che le basi rimangono sempre valide, e che le necessità principali dell’uomo non cambiano.

Cosa vuol dire? In parole spicce che un’azienda deve sempre rispondere alle domande del mercato, e che l’uomo avrà sempre gli stessi bisogni. Avere da mangiare, muoversi, passare il tempo con i propri cari e con gli amici. Che si traduce in fare la spesa, spostarsi coi mezzi pubblici o privati, guardare un film o bere una birra. C’è un nesso diretto tra i bisogni umani ed i prodotti/servizi. Ogni prodotto o servizio non è che una risposta, diretta o indiretta, a un bisogno dell’uomo.

Quindi, cambiano i tempi, cambia la società, ma i bisogni dell’uomo rimangono. Il mercato cambia nel senso che cambiano le modalità di fruizione dei prodotti/beni. Pensiamo a Blockbuster e alle videocassette, negli anni sostituiti da Netflix e DVD, rispettivamente.

Cosa vuol dire quindi adattarsi?

Adattarsi vuol dire capire i cambiamenti e cambiare a propria volta.

Per un imprenditore vuol dire chiedersi:

  • Quello che fornisco/produco risponde ad un “bisogno” per l’uomo?
  • Se sì, posso continuare a fornirlo come ho sempre fatto (in un negozio, ristorante, pub, azienda)?
  • Se non posso continuare come ho sempre fatto, cosa posso fare per adattarmi ai cambiamenti? E-commerce, vendita a domicilio, vendita a distanza, digitalizzazione…
  • Quali sono i passi pratici per iniziare a cambiare?
  • I miei dipendenti possono continuare a lavorare come sempre o ha senso considerare lo smart working? Nota: la risposta nel 99% dei casi è “considera lo smart working”. Se credi che la risposta per te sia “Devono lavorare come sempre”, rifatti la domanda.
  • Ho un piano per il futuro? Va cambiato per adattarsi alle nuove condizioni? Nota: se non hai un piano per il futuro è il momento di farlo. Ora.

Ed infine, c’è un ultima domanda da porsi, che è la più difficile e la cui risposta cambia il tuo futuro:

  • A seguito degli eventi legati alla pandemia globale, ha senso continuare con la mia attività?

“Ha senso” vuol dire: cambiando i metodi e le procedure, cambiando il mio approccio, mettendo in atto ogni strategia di marketing, ho la possibilità di ottenere risultati soddisfacenti? O la situazione ha cambiato a tal punto il mercato che la mia attività comunque non trova spazio in un nuovo equilibio?

Questa domanda è importantissima, ed è fondamentale darvi una risposta onesta e chiara.

In caso positivo (ad esempio: un parrucchiere che sicuramente dovrà cambiare metodi e approci, ma può sfruttare questo periodo per diversificarsi sui servizi e sulla qualità), non ci sono problemi ed è il momento di lavorare, non di lamentarsi.

In caso negativo (ad esempio: una società che organizza piccoli eventi/concerti può trovarsi parecchio in difficoltà dato che molto probabilmente gli assembramenti saranno vietati a lungo, e può non avere abbastanza liquidità per sopravvivere a questo periodo) c’è una sola decisione che può essere presa: sospendere o chiudere l’attività. Poco importa se è un’attività decennale, se ci avete creduto fino in fondo, se per voi era il vostro sogno. Non si vive di sogni e di ciò che è stato, e bisogna accettare la realtà. Chiudere o sospendere l’attività è l’unica soluzione, l’unica via d’uscita. E piuttosto convertirsi ed adattarsi a nuove attività.

La pandemia lascia parecchi spazi aperti, crea opportunità di impresa e offre la possibilità di aprire nuovi progetti: la fine di un’attività non è sempre un evento tragico: bisogna sapersi re-inventare, bisogna saper sfruttare le occasioni, prendere il coraggio di affrontare il cambiamento. Per ogni attività che chiude ci può essere una nuova opportunità per rispondere a nuovi bisogni del mercato.

Tornando a Blockbuster, se il management si fosse accorto del cambiamento, se avesse accettato di cambiare rotta e servizi, a quest’ora probabilmente sarebbe il proprietario di Netflix.

Rimanere stagnanti senza accorgersi che il mondo cambia, senza accettare che mercato ed economia cambiano, non solo vuol dire non aver capito niente di cos’è il marketing, ma vuol dire destinare la propria azienda al fallimento.

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